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ANNIVERSARI DI OGGI 31 AGOSTO

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Storia e Memoria .498

ANNIVERSARI DI OGGI”

Foglio periodico – Anno VI – N. 498 – Edizione di Lunedì 31 Agosto 2009

31 AGOSTO

* Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata *

Santi del giorno:

Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo (*), Sant’Abbondio, Sant’Aidano di Lindisfarne, Sant’Aristide Marciano, San Cesidio e compagni Martiri a Trasacco, San Domenico del Val, San Paolino di Treviri, San Raimondo Nonnato,

Eventi

1888Jack lo Squartatore a Londra inizia a uccidere: Mary Ann Nicholls

1897Thomas Edison brevetta il Kinetoscopio, la prima cinepresa

1907Regno Unito, Russia e Francia formano la Triplice Intesa

1920 – Il primo giornale radio viene trasmesso da Detroit (Michigan)

1980 – In Polonia viene fondato il sindacato Solidarność

1994 – L’IRA dichiara la “completa cessazione di tutte le operazioni militari”

1997Diana, Principessa del Galles muore in un incidente stradale a Parigi

Nati

12Caligola, imperatore romano († 41)

1542Isabella de’ Medici († 1576)

1834Amilcare Ponchielli, compositore italiano († 1886)

1860Nicola Zingarelli, filologo italiano († 1935)

1870Maria Montessori, pedagogista, filosofa e medico italiana († 1952)

1879Alma Mahler Schindler, compositrice e pittrice austriaca († 1964)

1907Altiero Spinelli, politico e scrittore italiano († 1986)

1947Rita Dalla Chiesa, conduttrice televisiva italiana

1947 – Luca Cordero di Montezemolo, dirigente d’azienda italiano

Morti

1056Teodora di Bisanzio, imperatrice bizantina (n. 984)

1867Charles Baudelaire, poeta e scrittore francese (n. 1821)

1903 – Domenico Galaverna, creatore di Battisten Panäda (n.1825) (**)

1905Francesco Tamagno, tenore italiano (n. 1850)

1963Georges Braque, pittore e scultore francese (n. 1882)

1969Rocky Marciano, pugile statunitense (n. 1923)

1973John Ford, regista e attore statunitense (n. 1894)

1983Marcello Candia, imprenditore e missionario italiano (n. 1916)

1986 – Goffredo Parise, scrittore e giornalista italiano (n. 1929)

1997Diana Spencer, principessa britannica (n. 1961)

2002Lionel Hampton, vibrafonista statunitense (n. 1908)

(*) Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo

1° secolo – Patronato: Funerali (cimiteri ed imprese funebri)

I pochi riferimenti storici si desumono dai quattro Evangelisti allorquando narrano la deposizione e la sepoltura di Gesú. Originario di Arimatea, di condizione assai agiata, era un discepolo di Gesú, ma come Nicodemo non aveva dimostrato la propria fede per paura dei Giudei, fino al periodo della Passione. Tuttavia durante il processo di Gesú, partecipando alle sedute del sinedrio, per il senso di giustizia che l’animava e per l’aspettativa del regno di Dio, aveva osato dissentire dai suoi colleghi non approvando le risoluzioni e gli atti di quell’assemblea. Anzi maggior coraggio dimostrò dopo la morte del Maestro, quando arditamente, come si esprime Marco, si presentò a Pilato per ottenere la Sua Salma e darLe degna sepoltura, impedendo cosI che fosse gettata in una fossa comune, con quella dei due ladroni. Nel pietoso intento, Giuseppe trovò collaborazione, oltre che nelle pie donne, anche in Nicodemo, accorso portando con sé aromi (mirra ed aloè). Giuseppe, secondo quando detto in Mt. (27, 59), aveva comprato una bianca sindone. I due coraggiosi discepoli, preso il corpo di Gesú, Lo avvolsero in bende profumate e Lo deposero nel sepolcro nuovo. scavato nella roccia, che Giuseppe si era fatto costruire nelle vicinanze del Calvario. Era il tramonto quando Giuseppe “rotolata una grande pietra alla porta del sepolcro andò via” (Mt. 27 60).


31 Agosto 2009 (Thanks to: Wikipedia, Pramzanblog, Santi e Beati, Gian Domenico Gordini)


(**) Domenico Galaverna

(Parma 25 febbraio 1825- Collecchio 31 agosto 1903)

Uno dei più alti rappresentanti della parmigianità.

Fu il creatore della maschera parmigiana Battisten Panäda.

I giovani d’oggi (tolta qualche eccezione) ignorano certamente chi fu Galaverna, al massimo sono passati per il borgo che ha preso il suo nome, ma basta sfogliare uno dei tantissimi libri sul passato di Parma, che ecco spunta regolarmente il suo nome: soprattutto per il personaggio che creò, il celebre Battisten Panäda, una maschera che divenne “rivale” della maschera ufficiale di Parma, Al Dsevod.

Ma anche per le sue straordinarie poesie in dialetto, per i suoi Lunari (il più celebre fu dedicato proprio a Panäda, che uscì all’inizio di ogni anno, dal 1852, per 48 anni consecutivi, uno a un’altra sua favolosa creatura, Tmasòn Brusamiccia), per il suo inimitabile talento di burattinaio. Fu il classico autodidatta, si acculturò pian pianino, anno dopo anno, soprattutto da quando si trasferì da Parma a Collecchio, dove fu segretario comunale. Era diventato un erudito a modo suo.

Scriveva in latino e in francese, ma si capiva bene che lo faceva “a orecchio”. Il suo maestro, in ogni cosa che faceva, in ogni cosa che ideava, era il popolo. Erano i parmigiani (e i collecchiesi). Ebbe anche un periodo travagliato. Nel 1868 infatti fu coinvolto suo malgrado nelle manifestazioni contro l’imminente entrata in vigore della tassa sul macinato.

Una folla inferocita si accalcò davanti al municipio di Collecchio, minacciando di saccheggio le abitazioni del delegato, che in quei giorni sostituiva il sindaco dimissionario e quelle dei dipendenti comunali, tra i quali, appunto, Galaverna. Il “papà” di Battisten Panäda fuggì nei boschi, poi a Langhirano e infine a Parma, dove lo raggiunse la famiglia.

Pochi giorni dopo scrisse al delegato, preannunciando le sue dimissioni, che però non ebbero seguito. Andò in pensione solo nel 1892.


A 105 anni dalla morte vogliamo ricordarlo anche con un frammento tratto dal Battisten Panäda:

Arrivà ch’ semma ai confein
ecco lì un mucc’ ad gablein
dil ghignazzi, di barbon
ch’javen ross i pantalon.
Fass innanz el pu bel grand
Ch’ l’ äva ai brazz el sign del cmand
e ‘l farloca – oé monsù
dovech gnir adessa vu ?
“Veh mi a digh chi m’ dà dl’ arlia !
D’ in do vegn ? Mo da ca mia”
– Bien el dis votre papié
“Mo sicura ch’ son gnu a pè”
– Sacranon, el salta su
votre cart, tendè monsù ?
“Mo sonaj ! Mo caspitenna !
Cme se scaldel tant l’orenna ?
Ghe bisogn d’ sbrajär tant fort ?
El völ dir el passaport ?”
– Bien, tre bien, donè a muvà
“Eccol sior propia cmed va,
el la spiga st’ accident
brangognand dameza ai dent
el confronta i connotat
pezz che un giudiz, n’ avvocat,
el la guärda dnanz, dardè,
el ‘m sbarlocia e testa e pè,
po la donna, po i picett
po el fa el freghi al me asnett
e po el s’volta con ‘na greinta
seria, brusca, ma imponenta
el me dis – vus si italien ?
“Oh sior no a son Batisten”…


Grazie a: www.pramzanblog.com, Etichette: Al Dsevod, Battisten Panäda, Collecchio, Galaverna Domenico, Tmasòn Brusamiccia. Il testo del “Battisten Panäda” è tratto dal blog “I poeti di Parma”.

Domani Parma ricorda i suoi Sette Martiri

Giuseppe Barbieri, Vincenzo Ferrari, Gedeone Ferrarini, Afro Fanfoni, Eleuterio Massari, Ottavio Pattacini e Bruno Vescovi: sono cittadini di Parma che hanno pagato con il sacrificio della vita il coraggio di dire ‘no’ alla dittatura fascista e all’oppressore nazista.


Sono trascorsi 62 anni, ma il tempo non ha cancellato nella mente e nel cuore dei parmigiani uno degli atti più crudeli della nostra storia recente, perpetrato dai fascisti verso sette persone colpevoli solo di trovarsi nelle loro mani in quel maledetto giorno in cui decisero di dare corso alla più atroce delle vendette.

Martedì 1 settembre, dinanzi all’ingresso del Palazzo del Governatore, verrà ricordato il sacrificio dei partigiani prelevati dalla caserma e dalla sede della brigata nera e trucidati per rappresaglia dai nazifascisti, dopo atroci sevizie, nella notte del primo settembre 1944, i cui corpi martoriati furono trasportati da Piazza Garibaldi e lasciati davanti alla Villetta come barbaro monito di ciò che poteva accadere agli oppositori del regime.

Storia e Memoria .498

Scritto da Staff_NelParmense

Agosto 31st, 2009 at 1:22 am

Pubblicato in Notizie Parmensi

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